POST SEMINARIO: L’EVOLUZIONE DEL LEADER

POST SEMINARIO: L’EVOLUZIONE DEL LEADER

Giovedì 10 dicembre si è svolto il seminario online di Asfe in collaborazione con Formazione spa e 4 Business life skills dal titolo: “L’evoluzione del Leader”.

In questa sede ci teniamo a ringraziare tutti gli iscritti, 115 persone che per un paio d’ore hanno dedicato tempo e volontà.

Siamo grati della vostra attenzione e dei vostri interessanti interventi.

 

Si sono toccati temi, partendo dal tempo in cui viviamo, come premesso da Stefano Schena, Presidente di Asfe.

Stiamo vivendo un tempo di forti cambiamenti e siamo convinti che la nostra società e il mondo sociale economico non torneranno più come prima. Il cambiamento è ineludibile. Non per forza questo è un danno, dice il dr. Schena, ma bisogna decidere se viverlo da protagonisti o subirlo. Noi non subiamo i cambiamenti ma ne siamo protagonisti attivi. Le imprese e le aziende sono chiamate a cambiare!

Noi come Asfe, Formazione spa e 4 Business vogliamo essere a fianco degli imprenditori e vivere il cambiamento fino in fondo.

Le nostre aziende in questo vogliono unirsi perché crediamo nelle persone che sono elementi centrali per fare impresa.

I relatori sono stati numerosi e molto coinvolgenti. In due ore ci hanno trasportato nella realtà che stiamo vivendo e allo stesso tempo nel futuro.

Roberto Canu ci ha intrattenuto su tre temi:

 

  1. Il Leader Anti Fragile: inquesto delicato momento e di come cambiano infatti le abitudini e le modalità di stare insieme e quindi anche l’essere leader e referenti di un gruppo. Il leader resta anche con l’ottica di digitalizzazione e robotizzazione moderna, anche dal punto di vista relazionale. Quali risorse dobbiamo dunque mettere in campo come punti di riferimento di un gruppo? Una nuova figura che vogliamo far emergere è quella del Leader Anti Fragile. Uno dei punti di domanda è come dosare e dove trovare ricariche per fronteggiare situazioni al meglio?
  2. L’emozione e l’emotività: nei giornali in questi tempi spesso dipinta come paura, tale parola non porta totalmente giustizia. Entro certi limiti è utile per scansare pericoli e rendere consapevoli. Noi in questi tempi abbiamo provato piuttosto angoscia. Ci sono stati comportamenti paradossali ed anche emozioni non gestibili. Ma l’angoscia che utilità ha? Si sperimenta con quest’ultima la perdita di punti riferimento, smarrimento ed è un problema in più da governare. Incertezza è come un filo che cade nel vuoto, la sensazione è quella, e noi la governiamo poco. Il fatto che le emozioni quali l’angoscia e lo stato incertezza, durino per tanto tempo e non si sa quanto dureranno ancora, crea tante domande nelle persone le quali le pongono di conseguenza ai leader. Si chiedono certezze. Bisogna risignificare il periodo che stiamo vivendo, imparare delle lezioni da questa situazione. L’ antifragilità va oltre la resilienza e la robustezza, fa un passo in avanti. Una cosa antifragile da vita a qualcosa di migliore. Bisogna riabilitare la fragilità. Come si fa ad accettare che siamo fragili? Che un Leader è fragile? La fragilità accettata diviene forza consapevole. Con la consapevolezza che da soli non ce la possiamo fare, fare sistema sistema è un’azione strategica per avere più forza. Ammettere di essere fragile anche in un gruppo aumenta l’unione. Il vero leader non dimentica la fragilità ma la fa diventare una forza.
  1. La parola Cura, che deriva da cuore: un leader ci mette sia la testa che le braccia che il cuore. Come si fa dunque a stare vicino alla fragilità? Riprendendo il concetto di prima: prendendocene cura. Fondamentale è la cura di noi stessi. Si fa tornare così il leader al concetto di padre di famiglia. I colleghi vogliono attenzioni, rassicurazioni, sapere dove stiamo andando. Come va gestito il personale in tempo di crisi dunque? Come risorsa centrale dell’azienda in tempo di cambiamento.

 

Si passa la parola all’avvocato Laura Parotto che riassume il suo intervento e quello della dottoressa Contolini come una presentazione di casi più o meno giusti di comunicazione. Non si possono abbandonare a se stessi i dipendenti, non si possono non comunicare alcune situazioni. La comunicazione è essenziale. Francesca Contolini, consulente del lavoro, ha invece raccontato un caso positivo sempre sul tema della comunicazione. Tale episodio dimostra come il prendersi cura a volte è sottovalutato, soprattutto in situazioni aziendali diffuse in cui le comunicazioni sono molto informali. Una comunicazione dettagliata ha alle sue spalle un leader, consta di una situazione programmata e significa che l’azienda si sta prendendo cura dei suoi membri. Se non si danno spiegazioni e informazioni su molte scelte aziendali, i lavoratori ne escono destabilizzati e si creano situazioni di ansia ed angoscia per assenza di punti di riferimento. Il lavoro è un atto fortemente generativo per le persone e per il futuro bisogna ripensare le organizzazioni e a come convogliare nel lavoro del domani. Temi come la sicurezza, la privacy, il tecnostress, la disconnessione, le relazioni tra le parti.. Bisogna disegnare il lavoro del futuro in termini di orari e pensare anche ai temi retributivi e di welfare come si modificheranno. Quale idea di impresa ho io come leader? A che organizzazione devo pensare perché l’impresa sia come la voglio? Queste sono le domande di un leader. Vi è uno spostamento di visione dal dover al poter fare.

 

L’ing. Manferdini, consulente d’impresa per Asfe, tratta il tema della formazione che verrà. Gli essere umani sono rassicurati da quello che possono controllare e prevedere. O ci facciamo travolgere dall’incertezza in questa emergenza o accettiamo e facciamo nostro l’agire con flessibilità adattiva. Nella new economy fattori importanti sono la flessibilità e la creatività. Bisogna rivedere le mansioni e i ruoli dentro le aziende. La flessibilità permette di recuperare efficienza dalle performance delle organizzazioni. La formazione che verrà dovrà essere:

informale: si attua lavorando all’interno di un’azione con altre persone, non è più quella classica;

abilitante: utilizzare il web per la formazione, lavorando da casa ad esempio non ci possiamo più far aiutare dal collega vicino, dobbiamo fare cose che di solito non facciamo;

memorabile: l’offline lascia delle cose importanti.

 

Conclude il seminario, Maurizio Chiappa, consulente e formatore aziendale di 4 Business e conferma che serve una leadership condivisa, le softskills sono importanti e lo è altrettanto il modo in cui ci si pone. Innovazione, crisi e cura sono concetti legati. Un leader non è più una statua granitica che resiste. Servono talenti più empatici e creativi con programmi di training aziendali. Dove il management collega la qualità di vita aumentano ricavi e profitti. Ritornando al tema di leader antifragile, noi abbiamo implementato servizi e consulenze. Oggi serve un leader capace di plasticità per creare modelli di business resistenti alle crisi. L’obiettivo è di creare aziende più simili ad una leggerezza identitaria di una casa giapponese che ad una granitica struttura. Bisogna fare le cose in maniera diversa, alcune di queste si possono distribuire fare insieme. La fragilità è forza per riprendere i concetti visti precedentemente. È un viaggio che bisogna affrontare con dei coach, i webinar sono fatti per presentare come noi lavoriamo. Bisogna contare su persone che supportino i leader. In Italia purtroppo le soft skills non sono ampiamente insegnate, noi ci prepariamo e ci candidiamo a dare coach preparati per questi processi organizzativi. Forse è il momento di sistemi di welfare, di wellbeing aziendale, abbiamo formatori competenti sulle soft skills.

 

Noi offriamo consulentiformazione e management ruotando attorno all’idea di accettare la fragilità. Con la vision secondo cui credere ed essere convinti che ci sono persone da curare, per fare una scommessa di rimbalzare su un’azienda che riesca a vivere il sogno di impresa e non solo resistere e sopravvivere.

 

Abbiamo il sogno e l’orizzonte di andare in questa direzione.

Ci incontriamo per chiederti come stai e che azienda vogliamo disegnare domani, renderemo la traversata un po’ più motivante.

Siamo davanti ad un momento generativo per nuove soluzioni e frontiere.

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