Webinar Formazione: Leadership in tempo di crisi

Webinar Formazione: Leadership in tempo di crisi

Webinar Formazione: Leadership in tempo di crisi

 

 

Si è concluso ieri con successo il webinar di Formazione Spa. L’intervento di Roberto Canu è stato davvero incisivo e nello stesso tempo ha affrontato un tema “profondo” con grande semplicità e trasporto. 

 

“La tematica”, inizia Canu, “è un argomento di tutti i tempi ed è proprio per questo che, affrontato in questo momento storico, può assumere una sfaccettatura differente”. 

La platea è interessante, da nord a sud, e anche il momento di intervento e confronto è stato proficuo. 

 

Il Leader e la Leadership sono concetti sentiti ripetere mille volte. Ma di cosa si tratta realmente? E soprattutto, in tempo di crisi, come sono considerati i leader? 

Si sa che la leadership, per essere tale deve passare da AUTORITA’ ad AUTOREVOLEZZA, mentre il leader accompagna le persone nella loro crescita e in un’autonomia professionale.

Parole come guida, autorevolezza, consapevolezza, competenza, e tante altre individuano il leader e la sua attività, questo almeno fino a prima del Covid. 

Si tratta di definizioni di “leader” tutte con significato positivo, e improntato alla positività. 

 

Ora, se esaminiamo invece, alcune definizioni che sono emerse durante il confronto, notiamo l’impronta non proprio positiva; Incertezza, bussola, nebbia. Si tratta di un concetto diverso che fa pensare molto: questo è un po’ il Leader in tempo di crisi. 

Questa figura deve fare i conti con “nuovi” collaboratori, persone che pensava di conoscere, ma che in tempo di covid sono cambiate forzatamente. 

I collaboratori possono essere quelle persone che in questo periodo hanno dato più riscontri positivi, hanno tirato fuori capacità che nessuno pensava di avere; questo sicuramente ha dato uno sprint in più anche a questi leader invece, in difficoltà per la situazione, gli hanno dato forza e sostegno. 

Si è un po’ invertita la situazione. 

 

Il Leader si è trovato in una situazione di “paura”, paura del covid e delle incertezze che si sono create: certo è che da questo sentimento pungente, ma dal quale occorre cogliere positività, perché le difficoltà aiutano, aiutano sempre. 

Siamo in presenza di due fasi in questo Covid 

 

  1. FASE 1: è stata sicuramente la più toccante dal punto di vista umano, i leader si sono subito adattati alla situazione, hanno gestito i gruppi e hanno trovato soluzioni alternative alla normale situazione lavorativa; e il gruppo ha reagito bene 
  2. FASE 2: il leader si è trovato a fare “il genitore”: i suoi collaboratori, dopo lo sprint iniziale, gli chiedono certezze, presenza e gli viene chiesto di occuparsi di loro, di “accudirli”. 

 

Il leader è stato in grado di adattarsi a tutto questo entrando nella cosiddetta ACCELELAZIONE DI PROCESSO. Cosa vuol dire? 

Ci siamo creati nuovi sistemi di lavoro, abbiamo imparato nuove tecnologie, abbiamo imparato a fare le file, al maggior rispetto per l’altro. 

Abbiamo imparato ad utilizzare lo SMART WORKING, quello vero, quello che è in realtà un mix tra distanza, presenza e compresenza. 

Un metodo che cambia l’organizzazione del lavoro, cambia la testa e il pensiero della gente. Si tratta di un nuovo punto di equilibrio tra lo stare a casa e il non perdere il controllo, è un nuovo equilibrio tra il monitorare il lavoro e il raggiungimento dello stesso per obiettivi lasciando degli spazi. 

E’ il Futuro. Canu lo definisce MONDO IBRIDO: On Life. Non si deve tornare al passato si deve andare avanti e inventare qualcosa di nuovo. 

 

Il lockdown è un punto di partenza, non la ripresa del “vecchio” mondo e dei vecchi sistemi. 

 

Si tratta di una CRISI DI SISTEMA e va vissuta come tale per esserci e rendersi conto che le cose sono cambiate. 

Il leader la deve vedere come un opportunità: deve osservare le fragilità, farle proprie ed esserne consapevole. Solo così può ripartire. 

Canu ribadisce che in lockdown ci sono stati leader in difficoltà, leader non capaci: impauriti e spaventati. 

Con il grosso rischio che la PAURA si trasformasse IN ANGOSCIA. 

L’angoscia va tenuta sotto controllo, occorre riportarla nell’albero della paura. 

Se dall’angoscia si passa alla paura la si controlla, questo può trasformarsi in progetto, in fatto positivo.  

Il viceversa no, non porta a nulla. Il leader deve domare la sua angoscia e riportarla sempre nella paura. 

 

Il capo/leader è più fragile dei suoi collaboratori. 

Questi, hanno un compito da svolgere, una volta fatto e fatto bene, hanno finito. 

 

Il leader, come abbiamo detto, ha in “mano” tutti e quindi è sempre più in difficoltà.. ci dimentichiamo a volte di avere dei limiti, di avere un tempo. Ed ecco, dice Canu , entra in gioco LA FRAGILTA’. 

La fragilità ci aiuta ad ascoltare e a convivere con l’incertezza.

 

Covid e fragilità: ha avuto un impatto sulle relazione umane pazzesco, molto forte e difficile. La fragilità non è debolezza, ma ci allena a stare un po’ in guardia senza farci prendere dall’angoscia. 

Sottolinea Canu e allerta che il gruppo che, sta succedendo che, il gruppo che funzionava in tempo di crisi, non è detto che funzioni dopo, spesso riporta le stesse difficoltà del pre-covid. Quindi occorre fare un DEBRIFING, occorre portare delle attività e dei pensieri straordinari nelle azienda e nel proprio gruppo. 

 

Termina il relatore Roberto Canu dicendo che la richiesta che viene fatta ai leader è molto alta sia per i contenuti che per il supporto che gli viene chiesto. 

 

C’è tanto da fare. 

 

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